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L’IMPORTANTE È PERDERE

L’IMPORTANTE È PERDERE – La storia di Dorando Pietri

Questa è un’immagine è molta famosa, almeno tra gli appassionati di sport e, in particolar modo, di storia dello sport. È un’istantanea dell’arrivo della maratona olimpica di Londra, 1908. Le persone che vedete immortalate in questa foto si trovano sulla pista del White City Stadium, uno stadio eretto appositamente per l’occasione e, attorno a loro, ci sono almeno ottantamila persone. In piedi, quasi tutte. È impossibile non notare almeno due cose: la prima è che l’atleta che sta per tagliare il traguardo – che si chiama Dorando Pietri ed è il protagonista della storia che raccontiamo – pare in evidente difficoltà La seconda è che quelli che si trovano in pista accanto a lui, palesemente, non sono dei maratoneti.
Cos’è successo? E soprattutto: come siamo arrivati qui?
“L’importante è perdere” è il racconto della vita di Dorando Pietri fino al 24 luglio 1908, ma non solo: è un pezzo di storia d’Italia, un racconto di sport, un’occasione per voltarsi e posare lo sguardo su di un mondo che non esiste più ma che talvolta, seppur raramente, riaffiora. È un’occasione per conoscere altre storie pazzesche: storie di olimpiadi, storie di maratona. È un puzzle il cui primo e ultimo pezzo sono lo stesso pezzo: questa foto. Perché la vita – e la maratona – sono talmente strambe, a volte, che in alcuni casi rari, ma possibili… l’importante è perdere.

MAGELLANO

MAGELLANO – Storia del primo viaggio intorno al mondo

Il 10 agosto 1519 una flotta di cinque navi capitanate dall’esploratore portoghese Ferdinando Magellano salpa da Siviglia alla conquista dei confini più estremi del mondo: a bordo ci sono dieci tonnellate di gallette, duecento botti di sardine, quattrocentodiciassette otri di vino e Antonio Pigafetta, un italiano che è incaricato di scrivereil diario di bordo ma non sa nulla di navigazione e, soprattutto, soffre il mal di mare. Attraverso i suoi occhi saliremo a bordo di una delle più grandi spedizioni di tutti i tempi, alla ricerca di un passaggio che forse nemmeno esiste.
Ma, come recita un antico detto:
“Vivere non necesse, navigare necesse est”.
Vivere non è indispensabile: navigare lo è.

MAURO REPETTO

MAURO REPETTO – La storia, il mito

In questa storia, come in tutte le storie che si rispettino, quelle degne di essere raccontate, non c’è solamente “quello che accade”: c’è anche qualcosa, dietro, un po’ nascosto, che parla di noi, del modo che hanno gli esseri umani di affrontare alcune situazioni, di rispondere ad alcune domande che si pongono, o che la vita gli pone. Detta così sembra fin troppo epica, in fondo parliamo degli 883, non di grandi avvenimenti della storia.
Ma le storie incredibili sono dappertutto, e questa è una di quelle.

La carriera, le avventure, gli amori e i progetti di Mauro Repetto, il “biondino” degli 883 che si è preso un angolino nella memoria di tutti noi e non ha intenzione di abbandonarlo. Sullo sfondo gli 883, gli anni ’90 e quello che hanno rappresentato. Ma soprattutto, la risposta alla domanda: “Che fine ha fatto Mauro Repetto?”

IL PIÙ GRANDE SPETTACOLO DEL MONDO

IL PIÙ GRANDE SPETTACOLO DEL MONDO – La storia di P.T.Barnum

P.T.Barnum è stato il più grande imprenditore americano dell’800, e il più grande imprenditorecircense di sempre: a metà ‘800 la sua autobiografia era il libro più venduto dopo la Bibbia. Ha convinto gli americani che nel suo American Museum si potesse parlare con la balia di George Washington, una donna che si chiamava Joice Heth e, a detta sua, avrebbe avuto 161 anni. È stato il primo a capire davvero l’importanza della pubblicità, e la necessità della gente di volersi sorprendere, anche a scapito della verità. Una storia che parla di sogni, di illusioni, e del fatto che la gente vuole credere in qualcosa, anzi: la gente ha bisogno di credere in qualcosa.
Due attori in scena: uno interpreta P.T. Barnum, l’uomo dai mille volti; l’altro, nelle vesti di narratore, secondo il classico schema degli spettacoli di Fuoriteatro, si occuperà di farci capire meglio perché una figura del genere è ancora tremendamente attuale: perché vogliamo credere a cose che in fondo sappiamo essere false?
Quanto conosciamo noi stessi e su quali meccanismi fanno leva la pubblicità, gli affabulatori, i creatori di fake news?
Perché abbiamo così bisogno di credere che esista “un altro mondo”?

Cyrano de Bergerac

Cyrano de Bergerac

Poeta, guerriero, imbattibile spadaccino, uomo innamorato, con un naso così brutto che non lo si può descrivere. Questo è Cyrano, il protagonista della storia scritta da Edmond Rostand: una storia d’amore, lealtà, finzione, e incredibile coraggio.

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